“Raccontateci il 'vostro' sci”
Riccardo | 30 ottobre 2008Così si chiamava il concorso indetto dal Resto del Carlino di Modena in collaborazione con “Skipass”. Lo scopo era di scrivere un messagino che raccontasse la nostra passione per le neve, lo sci, l’inverno, la montagna: un ricordo, un aneddoto, una dedica. In palio per i 5 messaggi più originali e divertenti due biglietti omaggio per la fiera skipass oltre a caschetti e mascherine da sci.
Noi non potevamo non partecipare, qui di seguito ecco i messaggi scritti da Riccardo e Jacopo, il primo premiato come migliore in assoluto, il secondo fuori dai cinque migliori, meritava sicuramente di più!!!
Sognare il freddo e la neve mentre tutti preferirebbero essere alle Seychelles. Affittare la casa per la stagione. Dormire sul divano. Svegliarsi all’alba. Buttare giù dal letto gli amici che vorrebbero dormire ancora. Colazione. Mettere le catene. Correre sulle piste con lo snow sottobraccio. Fregarsene della neve, della nebbia e del freddo. Prendere la seggiovia. Eccitazione. Fare la pipì fuori pista. Pranzo al volo e bombardino. Grappa alla mela verde. Studiare la cartina delle piste che sai già a memoria. Perdersi all’ovovia. Provare i primi salti nello snowpark. Cadere. Fuoripista con un metro di fresca. Paura. Schernire gli amici che usano gli sci. La neve che ti cade addosso. Non poterne più ma non dire mai basta. L’ultima discesa, ancora una, dai questa è davvero l’ultima. Tornare a casa e stravaccarsi sul divano. Spulciare i cataloghi di snow già visti 100 volte. I dolori del giorno dopo. Rompersi la clavicola ma non vedere l’ora di guarire per ricominciare… Che vita sarebbe senza tutto questo????
Sono esperienze uniche, alzarsi alle 6 del mattino, mentre il sole sta sorgendo ed illumina il cucuzzolo totalmente imbiancato, mettersi gli sci in spalla e recarsi sulle piste. E’ vero gli impianti aprono alle 9, ma basta un po’ di fatica, una scaletta con gli sci come usava quando non esistevano seggiovie ed impianti di risalita, e giù, col freddo pungente che nemmeno senti, immerso in una natura incontaminata, tra piste battute la sera prima e fuori pista tra alberi e neve fresca. Sciare dieci ore al giorno, con una mezzora di pausa al rifugio per il pranzo è un qualcosa che non si può spiegare, si può e si deve provare. Quando viene buio sci in spalla, piccolo aperitivo, cena al ristorantino tipico e via nella casetta tutta in legno con sopra tutta la neve fresca. E’ ora di dormire? Assolutamente no! Bisogna curare sci e scarponi, tra poche ore si ricomincia! Non importa se ci sarà sole o nebbia, sereno o tempesta, ricomincerà di nuovo una giornata immersi in neve e natura indimenticabile!
A questo indirizzo trovate tutti i commenti che hanno partecipato al concorso!




















